Fabriano:  la storia

 


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  LA BATTAGLIA DI SENTINO
  La Battaglia di Sentino, del 295 a . C. ,venne definita la "Battaglia delle Nazioni ". 
  Grazie a questa vittoria Roma afferma il suo dominio nei territori dell'Italia Centrale. Questo avveniva  
  durante la III° Guerra Sannitica , i romani riuscirono a battere la coalizione formata da : Etruschi, Galli 
  Senoni, Umbri, Sanniti e Sabini. Livio diligentissimo narratore ci ha tramandato le fasi salienti di questo
  scontro in cui storia e leggenda si fondono in un insieme fortemente drammatico. Così inizia il suo
  racconto : stettero di fronte i due eserciti, alla distanza di quattro miglia, per due giorni , durante i quali si
  ebbero soltanto scaramucce insignificanti. Quando i romani, notoriamente superstiziosi e proclivi a
  vedere l' intervento soprannaturale anche nei fatti più comuni della vita, videro una cerva attraversare 
  gli schieramenti, inseguita da un lupo famelico, con gli occhi sembravano chiedere aiuto. 
  I Galli, avidi di prede, ferirono a morte il lupo, mentre i romani lo lasciarono passare perchè sacro a
  Marte dio della guerra. Fu in quel momento che tra le schiere si leva il grido di un legionario romano  
  dell'avanguardia : "commilitoni,  fuga e morte attendono i Galli che hanno trafitto un animale sacro a
  Diana, a noi che abbiamo rispettato il lupo di Marte, capostipite e fondatore della nostra gente, 
  toccherà la vittoria. La vittoria infatti toccò loro, gli uomini caddero a migliaia, i romani persero 8.000
  soldati, i Galli 25.000 e 8.000 ne furono fatti prigionieri. Si parlò di eserciti formati tra i 35.000-50.000
  soldati per schieramento più l'ausilio di carri da guerra. Il luogo dello scontro, doveva quindi 
  sicuramente, comprendere una vasta zona pianeggiante. Diverse furono le ipotesi formulate,
  la prima, colloca il luogo lungo il corso del Sentino verso Perticano proseguendo poi verso Genga, la
  seconda tra S. Donato e Fabriano lungo il Rio Bono fino alle chiuse di Albacina. Il Sassi invece,
  riprendendo un passo di Livio, dove si narra che il console Fabio dopo la vittoria bruciò le spoglie
  nemiche in onore di Giove vincitore ( Iovi Victori ), ritrovò il toponimo di Vittoriano ancora in uso fino
  al Medio Evo presso S. Vittore delle Chiuse. Li nel X secolo fu edificata la chiesa di S. Vittore, il cui
  nome sembra non derivi dal nome del Santo, infatti alcuni documenti da lui consultati parlavano in modo
  inequivocabile di: " Chiesa di S. Maria e S. Benedetto in Fundo Victoriano " molti infatti secondo il
  Sassi affermano che tale chiesa non sia romanica ma romana, cioè pagana.
  I vincitori non fondarono nel territorio nuove città, ma ingrandirono e trasformarono romanizzandole
  quelle già esistenti e in premio ai veterani dimessi dall'esercito sia Cesare che Augusto assegnarono loro
  dei fondi nella zona tra cui Attidium e Tuficum oltre a molti altri da cui toponimi, anche se modificati nel 
  tempo, è possibile risalire a nomi di gentilizi romani. 

ETA'ROMANA:  i territori vinti furono suddivisi tra i proprietari fondiari romani.Sorsero importanti città tra cui, Attidium (forse di origine preromanacon il suo tempio più importante dedicato a Marte (come dimostra un'epigrafe conservata nella chiesa di Colle Paganello).
Tuficum più ricca e più vasta, le cui terme sembra si trovassero presso l'abbazia di San Vittore. Sentinum divenne centro romano, i sui abitanti fondarono S.Donato, ma ebbe scarsa rilevanza nelle origini di Fabriano.

LE INVASIONI BARBARICHE. Durante le invasioni barbariche i siti romani furono distrutti, questo accadde in quel secolo e mezzo che corre tra l'invasione dei Goti di Alarico e la discesa dei Longobardi. Prima della distruzione erano state fondate anche comunità cristiane.
Trà il X e XI sec.d.C. le nostre valli montane si popolarono di monasteri Benedettini, S.Maria dell'Appennino (fondata prima dell'anno mille presso il valico di Fossato) S.Vittore delle Chiuse (verso la fine dell'anno X )S.Salvatore di Valdicastro, poi S.Romualdo fondato dall'eremita ravennate che lì si rinchiuse per tutta la sua vita.

CASTELVECCHIO e POGGIO. Due furono i castelli feudali da cui Fabriano ebbe origine, sorti lungo la riva destra del fiume Giano (un tempo era chiamato Castellano). Il Castrum vetus dove oggi sorge il monastero olivetano di S.Caterina, e Poggio o Castel Novum dove oggi si trova il monastero di S.Margherita. L'industria si sviluppò grazie alla vicinanza del fiume, prima fu quella dei fabbri lungo il corso del Giano e sul ponte che uni le due sponde e che divenne poi lo stemma del sorgente Comune. La prima parrocchia fu quella di S. Venanzio.
Dall'accordo tra l'elemento borghese operaio e i feudatari rurali si formò un'amministrazione mista,che si trasformerà poi in Comune sovrano, che appare già fiorente nella seconda metà del XII secolo.
Il documento più antico in cui compare il nome di Fabriano é una carta conservata nell'abbazia di San Vittore delle Chiuse, l'atto del 1040 cita "una via Fabriani...."
Altri documenti che parlano di Fabriano sono: le" Carte Diplomatiche" dello Zonghi, il Libro Rosso del Comune di Fabriano e gli scritti di R.Sassi. I primi nuclei fortificati definiti Castellari (da castrum, castello) risalgono probabilmente al VI-VII sec., e sono, il Castrum Vetus (Castelvecchio) e il Castrum
Novum (Poggio o Poio) oggi rispettivamente chiesa di Santa Caterina e monastero di Santa Margherita, ad opera dei longobardi e dei bizantini. Oggi delle costruzioni originarie non rimane nulla.
I due castelli e gran parte del territorio nel VI sec. era sotto il dominio del Ducato di Spoleto tramite il gastaldato di Pierosara.


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