Loch Ness: Il mostro del lago

 

Foto del 1972

LOCH NESS, in Scozia, è considerata la dimora del mostro più famoso di tutti i tempi. Un essere acquatico di cui le cronache parlano con diversi gradi di attendibilità, ormai da ben 1.400 anni.Il lago Ness costituisce la più imponente massa d'acqua dolce di tutta l’Inghilterra, e forse anche la più sinistra, perfino quando il sole brilla sopra le acque tenebrose e fosche.Alcune delle storie che corrono sul celebre mostro appaiono altrettanto enormi. Le prime risalgono all’Anno del Signore 565, quando pare che lo straordinario animale sia stato scorto da Colomba, un monaco irlandese. Secondo il suo biografo, Sant’Adamnano, che scrive un secolo più tardi, un discepolo di San Colomba stava attraversando il lago a nuoto, per andare a prelevare una barca per il suo maestro sulla sponda opposta, allorché improvvisamente il mostro emerse dall’acqua «con un grande rumore e la bocca spalancata».Gli spettatori presenti alla scena, tanto i convertiti quanto i pagani, Furono colpiti, sempre stando al resoconto di Adamnano, «da un grande terrore».

C’è da dire che da allora non ha mai fatto del male ad alcuno. Né risulta che lo avesse fatto prima.Il racconto di Adamnano può essere un grande argomento a favore dell’efficacia della preghiera, ma resta piuttosto nel vago pei quanto riguarda i caratteri del mostro. In realtà. per 14 secoli non si è mai riusciti ad averne una descrizione chiara e completa, nonostante gli innumerevoli avvistamenti. Almeno, fino al 1933, quando un chirurgo londinese, che passava in auto nei pressi del lago, scattò la prima immagine fotografica del mostro,o, almeno, di quello che passava per tale.                                                    (1° foto del 1933 )

La foto mostrava un lungo collo che s’inarcava sull’acqua partendo da un corpo tozzo, ed era stata scattata, secondo il chirurgo, a una distanza di 300 m, nei pressi di Invermoriston
Quella prima fotografia venne pubblicata sul Daily Mail di Londra, provocando una valanga di lettere e una polemica destinata a prolungarsi per molti anni.Secondo gli scettici, la foto riproduceva solo un ammasso di materie vegetali portato in superficie da sacche di gas, o la punta della coda di una lontra ingrandita dal fotografo.Gli altri sostenevano invece che l’immagine corrispondeva perfettamente alle descrizioni fornite dalle molte persone che affermavano di aver visto la mostruosa creatura e che, in ogni caso, era improbabile che un eminente chirurgo avesse voluto mettere a repentaglio la propria reputazione per uno stupido scherzo.La sorpresa del taglialegna Mentre naturalisti e zoologi tendevano a evitare

l’argomento, alcuni studiosi più arditi premevano perché si facessero ulteriori ricerche e si cercassero prove più concrete. Prove che, del resto, continuavano ad arrivare in genere a personaggi che non erano particolarmente interessati al mostro. Come Lachlan Stuart, un taglialegna che viveva sulle rive del lago. Una mattina del 1951, alle sei e mezzo, mentre andava a mungere le mucche, Stuart notò una turbolenza nelle acque del lago, poi gli apparvero tre protuberanze che procedevano allineate in direzione della riva.Stuart c:orse in casa, afferrò la macchina fotgrafica e convinse un amico di famiglia a seguirlo perché gli facesse da testimone oculare dell’avvenimento. Riuscì quindi a scattare un’immagine del mostro, prima che svanisse.La foto di Stuart, scattata da una cinquantina di metri, ebbe larga risonanza, come l’aveva avuta quella eseguita 18 anni prima dal chirurgo. Ma la maggior parte della gente continuò a rimanere scettica di fronte a questa «prova», come di fronte a tutte le altre dimostrazioni fotografiche dell’esistenza del mostro.E poi arrivò il cinema La prima ripresa cinematografica di un «qualcosa» che sarebbe potuto essere Nessie (questo è l’affettuoso nomignolo che i giornali hanno affibbiato al «mostro») ebbe luogo nel 1960. L’operatore fu un certo Tim Dinsdale, un ingegnere aeronautico, il quale era così convinto dell'autenticità del suo film da dare un calcio alla professione e da andare a vivere su una piccola


"Nel mondo dell'incredibile" da Reader's Digest

 

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