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non segnato in nessuna
mappa e fino ad allora totalmente insospettato. Esso si
estende oltre le depressioni polari e le aperture che conducono
nell’interno concavo della terra.
Il vero significato delle grandi scoperte di Byrd fu soffocato subito dopo
il messaggio radio che le annunciava; esse non ebbero l’attenzione
meritata fino a quando Giannini e Palmer non resero di pubblico dominio la
questione. La scoperta di Byrd è rimasta sempre ed è tuttora avvolta nel
più grande segreto, su scala internazionale. Dopo l’annuncio
radiotrasmesso a bordo del suo aereo e un breve comunicato stampa, ogni
notizia di rilievo sull’argomento è stata accuratamente soppressa dalle
agenzie governative. E c’era una ragione importante per farlo.
L’esploratore non sorvolò il polo Nord, inoltrandosi poi, per 1.700
miglia, verso sud. Se così fosse stato, avrebbe dovuto osservare una
distesa completamente ricoperta di ghiaccio. Al contrario, il territorio
da lui sorvolato era privo di ghiaccio e di neve, godeva di un clima
caldo, possedeva foreste, montagne, laghi, vegetazione e vita animale. Riferì
inoltre di avere scorto in mezzo ad una boscaglia un animale simile ad uno
di quei mammut ibernati del mare glaciale artico. Egli era evidentemente
penetrato in un territorio più caldo di quello che si estende tre il polo
e la Siberia. Ora se Byrd si fosse riferito a quest’ultima regione, non
avrebbe avuto alcun motivo di parlare di “Grande Ignoto”, visto che
l’avrebbe potuto facilmente raggiungere attraverso il polo fino
all’altro versante artico.
Se la nostra concezione è corretta come
cercheremo di dimostrare allora il polo Nord e il polo Sud non esistono.
Verrebbero a situarsi tra cielo e terra, al centro delle aperture polari,
e non sulla superficie terrestre. Questa opinione è stata espressa per la
prima volta da uno scrittore americano, William Reed, nel libro Phantom
of the Poles (Il fantasma dei poli).
Qualche tempo addietro, un giornale di Toronto,<< The Globe and Mail
, pubblicò la foto di una valle verdeggiante, scattata da un aviatore
nella regione artica. Evidentemente il fotografo l’aveva eseguita
dall’aereo e non era atterrato. Si trattava di una bella valle ricoperta
di colline verdi. L’aviatore doveva essersi spinto nello stesso
territorio oltre il polo Nord che Byrd aveva esplorato a suo tempo. La
fotografia è stata pubblicata nel 1960.Un’ulteriore conferma della
scoperta compiuta dall’ammiraglio Byrd. Alcuni esploratori polari fanno
menzione dell’esistenza nell’estremo nord non solo di una fauna
animale, ma anche di una vegetazione. Molti animali, ad esempio il bue
muschiato, in inverno migrano verso il nord; la cosa è strana e si
spiegherebbe solo se vi trovassero un clima più mite. Alcuni esploratori
attici hanno visto orsi dirigersi verso nord, verso una regione dove non
dovrebbero poter trovare cibo, a meno che non si dirigessero verso
l’apertura polare da cui si accede in una zona più calda. A nord
dell’80
parallelo
sono state viste anche volpi che si dirigevano ancora più a nord, ed
apparivano ben nutrite. Gli esploratori artici concordano tutti, senza
eccezione, sul fatto che più a nord si va, al di sopra di arsa certa
latitudine, più caldo si incontra. Invariabilmente, un vento
proveniente da nord rende la temperatura più calda. Sono state trovate
anche delle conifere sospinte a terra dalla corrente proveniente da nord.
Nell’estremo nord sono state osservate farfalle ed api e perfino
zanzare, nonché varietà sconosciute di fori. Si sono pure visti uccelli,
rassomiglianti al beccaccino, ma non appartenenti ad alcuna specie animale
conosciuta che venivano dal nord e ritornavano verso nord. C’è una zona
dell’estremo nord dove abbondano le lepri, anche se non c’è
vegetazione, ma soltanto detriti vegetali sospinti a riva dalle correnti
d’acqua provenienti dall’estremo settentrione.
Certe tribù eschimesi hanno lasciato indelebili tracce della loro
migrazione verso nord. Gli eschimesi meridionali parlano delle tribù che
vivono nell’estremo nord e immaginano che i loro antenati provenissero
da una terra meravigliosa situata nell’estremo nord.
In Nuova Zelanda e nell’estremo Sud dell’America sono state trovate
flora e fauna identiche che certo non potevano emigrare da uno di questi
posti all’altro. L’unica spiegazione plausibile è che essi provengano
da una comune madreterra: il continente antartico. Eppure, come potrebbero
provenire da quel continente che non è altro se non un deserto di
ghiaccio, dove soltanto i pinguini sembra riescano a sopravvivere?
La leggenda scandinava di una terra meravigliosa situata nell’estremo
nord, chiamata « Ultima Thule » e comunemente confusa con la
Groenlandia, significativa mente anticipa, secoli prima del volo di Byrd,
l’esistenza al limite estremo settentrionale del nostro globo di una
terra senza ghiaccio.
Reed risponde ad alcune domande:« 1. Perché la terra è appiattita ai
poli? Risposta:
dal momento che la terra è vuota, non può essere rotonda. L’apertura
verso l’interno le porta via parte della sua rotondità,
proporzionalmente alla dimensione di questa apertura.
« 1 Perché i poli non sono mai stati raggiunti? Perché, nel significato
che comunemente si attribuisce loro, i poli non esistono.
« 2. Perché nel periodo invernale, negli estremi punti nord o sud, il
sole rimane invisibile per così lungo tempo? Perché, nel periodo
invernale, in prossimità dei pretesi poli, i raggi del sole colpiscono la
terra obliqua mente. Man mano che si oltrepassa l’anello dell’apertura
polare e si penetra verso l’interno vuoto della terra, i raggi del sole
vengono impediti e non riappaiono fino a quando non colpiscono
direttamente questa parte della terra e brillano sull’apertura. Questo
spiega perché le notti polari sono così lunghe.
«3. Posto che la terra è vuota, il suo interno dovrebbe essere più
caldo. Le migliori testimonianze, di cui ci serviremo per comprovare
questa affermazione, sono quelle degli esploratori che si sono avventurati
nell’estremo nord.
«4. Il numero più rilevante di
cadute di meteoriti è stato rilevato in prossimità ai poli. Perché? Se
la terra fosse solida, non si
potrebbe mai rispondere a questa domanda. Se si considera che è vuota, la
risposta è invece semplice. Il fenomeno va messo in relazione a qualche
vulcano attivo all’interno della terra, il quale proietta frammenti di
rocce nell’aria. Analogamente, per quanto riguarda le grandi quantità
di polvere riscontrate nell’oceano Artico. Quali sono le.cause di tale
pol-vere? Le eruzioni vulcaniche. L’analisi della polvere ha rilevato
che essa è costituita da carbone e ferro, i quali non possono non
provenire che da qualche vulcano attivo nell’apertura polare.
«5. Da cosa è provocata l’aurora boreale? Essa non consiste se non
nella riflessione luminosa di un fuoco esistente all’interno della
terra. Secondo Marshall Gardner, il fuoco è rappresentato dal sole
centrale, i cui raggi, passando attraverso l’apertura polare, di notte,
si riflettono nel cielo; le forme mutevoli e le eclissi dell’aurora
boreale sono causate dal passaggio di nubi che assorbono i raggi di luce. N.d.A.]
«6. Dove e come si formano gli iceberg? Risposta:nell’interno della
terra, dove la temperatura è calda, i fiumi scorrono verso la superficie
esterna, attraverso la apertura polare. Una volta toccato l’esterno, nel
Circolo polare artico, dove la temperatura è bassissima, le foci dei
fiumi gelano, generando così gli iceberg. Questo dura per mesi, fino a
quando, a causa dell’elevamento di temperatura dell’estate e a causa
del caldo che promana dall’interno, gli iceberg si distaccano dalle foci
e vengono trascinati da1ll’oceano. (Il fatto che gli iceberg siano
composti di acqua dolce, anziché di acqua salata marina, comprova questa
tesi.)
«7. Che cosa provoca le maree dell’Artico? Sono originate dagli
iceberg, nel momento in cui si distaccano dalla massa di ghiaccio
originaria e sprofondano in mare. Non esiste altra spiegazione valida allo
sconvolgimento provocato da queste gigantesche montagne di ghiaccio che
cadono in acqua.
“ L’aurora non è una perturbazione magnetica o elettrica, ma la
riflessione dell’irradiamento della luce del sole centrale”. Se questo
sole riscalda i continenti e le acque dell’interno della terra, se, come
abbiamo visto, gli uccelli trovano li una sede per nutrirsi e riprodursi,
se nell’Artico si sono scoperti, provenienti da un posto sconosciuto,
come noi lo abbiamo descritto, tronchi di alberi, semi, polline e polvere,
allora dunque ce ne sono abbastanza di prove a conferma del fatto che
all’interno della terra esista un altro mondo sconosciuto. La teoria
della terra vuota presentata in questo offre la spiegazione più
ragionevole sull’origine dei dischi
volanti. Essa è di gran lunga più logica della credenza nella
loro origine interplanetaria.
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